About Cunzàto

Published : 01-16-2017 12:20:21
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why cunzato
Cunzàto
è storia. Origine. Tradizione.
Non c’è evoluzione se si perdono la propria appartenenza e le proprie radici storiche e culturali, e così, tra decine di nomi, nomignoli e parole composte da idiomi italiani e non, la scelta è ricaduta proprio sul nostro dialetto siciliano.

Cunzàto…seppur il suono duro e acuto stride un po’ tra i denti, il suo significato lascia quasi a bocca aperta… sì, perché Cunzàto vuol dire proprio addobbare, acconciare, ornare, imbellettare, rendere bello…insomma è la nostra versione dialettale della mise en place.

Cunzàto come il tavolo da pranzo apparecchiato durante le festività che non può mancare in ogni famiglia siciliana. Ricco e addobbato non da piatti e bicchieri di valore ma piuttosto da abbondante cibo e varietà di gusti e sapori.
Non esiste tavola cunzàta a Natale o Pasqua dove non ci siano almeno 5 antipasti, 2 primi, 2 secondi, un’infinità di contorni e una quantità spropositata di dolci, biscotti, cassate, panettoni e colombe. Il tutto arricchito da bibite, vino, amari, caffè e “ammazzacaffè”.
Ma la tavola cunzàta non è solo un’esposizione di cibo, è un momento di aggregazione, di condivisione, di convivialità, di chiacchiere e di risate dove l’invitato dell’ultimo minuto, amico dell’amico dell’amico è sempre il benvenuto.

Cunzàto come il tipico pane genuino, rigorosamente fatto in casa, condito con olio extravergine d'oliva, pomodoro, formaggio primosale, origano, pepe, sale e acciughe che i pescatori mangiavano di ritorno dalle lunghe battute di pesca; una ricetta semplice e povera ma con un risultato finale direttamente proporzionato alla genuinità e alla freschezza degli ingredienti.
Il pane infatti è ciò che non deve mai mancare sulla tavola siciliana e come da tradizione si porta per primo e per ultimo si porta via, che sia più o meno ricca di cibo e bevande, la tavola non è cunzàta se non c’è il pane. È così oggi e cosi è sempre stato.
Il pane è l’elemento che più di ogni altro parla di Sicilia, di famiglia,di duro lavoro, di impegno, di sacrificio ma soprattutto di una grande tradizione che si è tramandata negli anni e che conserva il gusto autentico della nostra isola e un odore davvero difficile da dimenticare.
Un odore unico e caldo accompagnato tutt’oggi dal gesto benedicente di apporre una croce sull’impasto, un rituale tramandato dalle nostre nonne come segno di ringraziamento per il cibo quotidiano.

“U pani cunzàto” è poi diventato il tentativo di rendere più appetibile e ricca una pietanza di per sé povera…pochi ingredienti trovati in dispensa e voilà il pranzo è pronto! Sale, olio, pomodoro e formaggio sono gli elementi che hanno reso questa pietanza il must della cucina siciliana. Ma “u pani cunzàto” come “a tavola cunzàta” diventano vitali solo quando si sanno condividere con gli ospiti, gli amici, “li stranieri” e con chi è affamato di cultura, di tradizioni e di spirito.

Cunzàto infatti è condito ad hoc, per quanti vogliono sperimentare da solo o in compagnia sensazioni gustative e olfattive dell’arte culinaria siciliana.


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